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  Alimentazione  
 

Un cucciolo di circa settanta giorni è abituato a mangiare, in genere, quattro volte al giorno, ad ore fisse. Da un paio di settimane, vive esclusivamente con i suoi fratelli e, quindi, senza avere la possibilità di succhiare ancora un po’ di latte dalla madre, come ha fatto per quasi due mesi.

Nella nuova casa dovrà mantenere le abitudini alimentari che gli hanno assicurato un buon sviluppo fisico in allevamento, e, di conseguenza, ogni innovazione è del tutto sconsigliata, per evitare scompensi digestivi che alla sua età possono provocare fastidiosi e, a volte, pericolosi disturbi gastroenterici e che, comunque, si rivelerebbero pregiudizievoli per la sua crescita.

Anzitutto, dovrà continuare a mangiare quattro volte al giorno, almeno sino a tre o quattro mesi, per passare a tre per tutto il periodo della pubertà, dai sei agli otto mesi, e finalmente, ormai vicino alla maturità i suoi pasti potranno essere soltanto due, e due resteranno per tutta la vita.
Per stabilire la quantità di cibo necessaria ad un cucciolo in crescita esiste un parametro, già sperimentato con successo dagli allevatori. Bisogna dare ogni giorno una quantità di cibo pari a venti grammi di carne ed altrettanti di vegetali per ogni chilo di peso del cane. Ogni aumento, naturalmente, deve essere ripartito nel numero dei pasti in cui è suddivisa la dieta giornaliera. Tale quantità non andrà aumentata dopo l’età della pubertà e, quando il cane può essere considerato adulto, intorno ai quattordici-sedici mesi, può essere leggermente diminuita.
Un avvertimento, comunque, è importante per chi si porta a casa un cucciolo. Si crede che l’alimentazione del cane debba essere integrata con vitamine e sali minerali. E vero, ma non al punto di sovraccaricare la dieta con integratori, con il rischio di provocare gravi scompensi nella ossificazione del giovane cane. Infatti, mentre è opportuno aggiungere una modica quantità di un polivitaminico e di sali minerali alla dieta quotidiana, non è consigliabile sottoporre, senza una reale necessità, il cucciolo a intense cure di calcio e di vitamine, che lo fissano, soprattutto in mancanza di una prescrizione veterinaria.

Cure calciche e vitaminiche in quantità rilevanti e per periodi prolungati dovrebbero essere, in ogni caso, precedute da una analisi dell’equilibrio calcio-fosforico dell’organismo del giovane cane.
Non in pochi hanno l’abitudine di somministrare del latte, in particolar modo ai cuccioli. Si crede, in questo modo, di prolungare il nutrimento materno, ma non è così. Infatti, il latte di mucca ha una composizione del tutto diversa da quello di cane: è meno nutriente e, quindi, appesantisce l’apparato digerente del cucciolo senza alcun vantaggio, e anzi con il pericolo di provocare noiose e pericolose dissenterie.
Inoltre, alcuni hanno l’abitudine di bagnare i fiocchi di vegetali con il latte e di aggiungere della carne, senza sapere che questo pasto, che può apparire molto appetitoso, e magari per il cane lo potrebbe anche essere, è in realtà molto dannoso, in quanto risulta composto da elementi che hanno tempi di digestione molto diversi.

 
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